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Updated 8/20/2008
Updated 6/22/2008
(della suuuper nonna!)

Fantasie distopiche

per chi, come me, non capisce.
August 20

Spazii temporali.

LucaPicc2
Osservando il mondo che mi sono creato, dentro il quale mi sono rinchiuso, non posso far altro che provare delusione...nonostante sia la cosa migliore che potessi fare, addirittura credo l'unica cosa veramente giusta da fare. C'è chi si interroga sul perché non si provi dolore; io ringrazio per il fatto di non provare dolore (a volte è solo una punturina). Poi ci sono io e poi ci sono gli altri ma per noi non spenderò alcuna parola: non ne vale la pena. E' una fortuna che sia la vita ad abituarci alla morte. Come? Be', ricordando una serata di "san caloriu" in cui ci si dimentica irrimediabilmente (e da qui si ha che tutti DEVONO sbagliare) di ciò che non doveva essere dimenticato; l'indifferenza. E poi una sorta di auto-riscatto (anche questo dieci anni dopo) rinunciando alla decisa serata a "san caloriu" proprio per ciò che si era dimenticato. Ma questo tipo particolare di debiti son capestri: non li si colma mai, nonostante si versi, e si tende solo iperbolicamente alla soddisfazione. E' una resa. E' un abituarsi, anche se si vede tutto sempre con occhi diversi...nonostante gli occhi non cambino mai, come il sorriso.
 
 
 
"Ma porre l'eterno e l'infinito non significa distruggere col calcolo logico tutto ciò che è limitato e finito, ridurlo relativamente a zero?"
("La montagna incantata",T.Mann)
August 07

Geometrie caotiche.

Non so se esistano il caso o il caos ma a quanto pare amano nascondersi molto bene ai miei occhi. Io raccolgo informazioni, sono un cuore in Atlantide ed è dunque naturale che mi schieri contro la maldicenza che vuole vedere il tutto come caotico e contro quella che vuole vedere il tutto come ordinato; raccolgo informazioni che forse non userò mai.
 
- "Quando hai imparato a volare?" - "Ieri."
...e tintinnando, con piccoli rumori sordi e acuti, ci si solleva dalla verde distesa che sembrava far parte del nostro corpo. Verdi chiome e verdi pendii disegnano distanze che si riuscivano solo ad immaginare; dolci declivi e simmetriche curvature cullano le ali che portano via il fiato. "Traiettorie impercettibili, codici di geometrie esistenziali" ma esistono dunque gruppi di trasformazioni che possano definire una metrica anche per chi vola a rincorrere i desiderii? Ciò che sembra legato all'assenza di regole contiene regole? E poi via, sulla scia di filari di marroni formiche cornute che aumentano il passo per sfuggire all'ombra. Ed arriva l'azzurro, il glauco del mare che non esiste quando siamo "reali" e del cielo che invece ci schiaccia senza alcuna consapevolezza...ed un fiume nel fiume (ecco che ritorna il treequattordiciequindicienove...) con colori cangianti dal rosa all'invisibile per poi tornare all'azzurro. Ed infine nel bianco, nel morbido bianco, quando ormai si è persa ogni speranza di poter respirare o di poter comprendere o di poter dare un senso a ciò che cerchiamo di fare ogni giorno.
"Quando Dio vuole punirti...esaudisce un tuo desiderio."
 
Quando meno te l'aspetti senti una strana sensazione al petto, come se dentro non ci fosse più nulla, e la bocca si schiude e gli occhi vedono rifrangendo e le orecchie non ascoltano più se non quello che già conoscono. Forse è la nostalgia, stavolta vera e pura e cristallina nostalgia del passato. Ci si ritrova un po' ringiovaniti e con la voglia di liberarsi dalle catene che la realtà ci sistema addosso. Forse questa sensazione aumenterà d'ampiezza col trascorrere del tempo fino allo sfociare in quei gesti considerati di follia di chi comincia a seguire la "libertà", qualunque essa sia. E' un bene prezioso, la libertà, trascurato da noi che ce l'abbiamo. Un'omologia ARMONICA non potrà certo esser la risposta ad ogni problema, prima o poi dovrò pur alzarmi e guardare la vita con cipiglio d'affronto e dirle: "Non mi fai paura, tu farai quello che ti dirò io...e se non vorrai farlo e io non potrò costringerti allora ti renderò pan per focaccia!" e poi tornerò a dormire, consumato da tale sforzo; ma qualcosa cambierà di nuovo.
Non posso rinunciare a ciò che sono stato; ogni sogno, ogni speranza, ogni paura, ogni problema è ancora qui con me. Nessun individuo è una persona qualunque, ognuno ha bisogno di protocolli per essere raggiunto. Ognuno di noi custodisce un immenso e la cosa più tragicomica è che ognuno scioccamente crede di essere il solo depositario di tale tesoro. Da bambino guardavo i balconi di case sconosciute e mi girava la testa al pensiero degli intrecci di vita che si svolgevano dietro quelle imposte...vita ignara di me. Credo che questo faccia apprezzare le storie, storie vere o storie finte (ne esistono?), che vengono raccontate anche da chi non conosciamo: ci regalano parte del loro universo. Ma c'è sempre poco tempo, non è vero? C'è sempre troppo poco tempo per raccogliere informazioni e poter così scongiurare il caos. Ma il tempo, un giorno, farà una brutta fine...parola di luca.
 
munoz_g
 
 
 
"Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio -
è una barca che anela al mare eppure lo teme."
("Antologia di Spoon River - George Gray",E.L.Masters) 
 
July 31

Il caldo dà alla testa, figuriamoci la fisica!

L'odore del rosmarino appena strappato al sole ha una forza pungente, quasi da lacrime, ed è un'esperienza strana quella di socchiudere gli occhi e lasciarsi trasportare, correndo, da esili gambe in campi di liquerìzia assolati...se ne sente il profumo (è forse  questa la causa delle lacrime?). Chiudere la boccia di vetro mi riporta alla relegata realtà del presente.
 
Ah, dovevo parlare di oscillatori armonici! Certo, la mia nuova ossessione! Dove vai se non sei ossessionato da un oscillatore oggigiorno? Ma da nessuna parte, son certo! Ricetta per trascorrere un anno in nostra compagnia: cominciare con una bella corda vibrante all'arrabbiata, continuare poi con un gustoso oscillatore forzato (eulerizzandolo a piacere) e concludere con una bella sfilza di dolci pendoli smorzo-forzandoli quanto basta. "- Oscilliamo che il peso non c'è, peso che fai? - Vi smoooorzo!"
(E' finito l'incubo? Ah sì? Posso smetterla allora di sognare queste cose? Allora va bene...ora mi calmo...)
Credevo fosse finita.
 
Dopo aver contribuito con la mia adeguata dose d'oscillazioni mi son ritrovato a rilassarmi cartoneggiando e nel bel mezzo della tranquillità non mi si presenta davanti agli occhi una bella tavola sefirotica? Innocua, direte voi, nulla che oscilli! Tanto  che nessun dubbio mi sfiorò lasciandomi però solo una voglia di ripescare il libro che mi illustrò per la prima volta l'albero. Fino a poco fa ho cercato di trattare con noncuranza il titolo del suddetto -_- ma proprio accanto alla rappresentazione dei dieci attributi divini ritrovo il non troppo innocuo incipit...il nulla affatto innocuo incipit...il diabolico incipit! Nel leggere la parola "dualità" ho cominciato a sudar freddo (chi ha seguito le lezioni brigagliesche può ben comprendermi e commiserarmi) e così ho capito che l'incubo non è ancora finito, ahimé. Sarò ancora LORO preda.
 
"Tutto" è gruppo simmetrico, "tutto" è oscillatore armonico...chissà chissà se relazionando mi ritroverò ad avere a che fare con gruppi di oscillatori armonici simmetrici...(sento che è giunta la mia ora...ecco...è passata. Ma tornerà, lo sento.)
In mezzo a "luca" che non esistono, scarafaggi che non esistono (a parte quelli della cucina della casa palermitana che esistono eccome!), starei ore ed ore ad osservare i due pavoni fronteggiarsi e i due leoni a specchiarsi simmetrici rispetto all'albero vecchio di mille anni...ci starei un'intera vita, magari appoggiando (con vena muñoziana) un orecchio al muro per sentirli paupulare o ruggire (e gli alberi che verso fanno?).
 
Guardarsi e sorridere, trovando così un'invisibile complicità atavica, è simile a respirare l'odore del rosmarino...fa lacrimare: ci si ricorda di quando si correva felici sulle esili gambe dei sogni e delle speranze, quando ogni singulto dell'anima era un problema insormontabile e solo quello sembrava aver senso. Il chiudersi della porta di vetro mi riporta alla relegata realtà del presente.
 
"Fu allora che vidi il Pendolo.
La sfera, mobile all'estremità di un lungo filo fissato alla volta del coro, descriveva le sue ampie oscillazioni con isocrona maestà.
Io sapevo - ma chiunque avrebbe dovuto avvertire nell'incanto di quel placido respiro - che il periodo era regolato dal rapporto tra la radice quadrata della lunghezza del filo e quel numero π che, irrazionale alle menti sublunari, per divina ragione lega necessariamente la circonferenza al diametro di tutti i cerchi possibili - così che il tempo di quel vagare di una sfera dall'uno all'altro polo era effetto di una arcana cospirazione tra le più intemporali delle misure, l'unità del punto di sospensione, la dualità di una astratta dimensione, la natura ternaria di π, il tetragono segreto della radice, la perfezione del cerchio."
("Il pendolo di Foucault",Umberto Eco)
 
- Ancora devo ben investigare sui segreti della dualità, ora voglio solo dormire -
June 24

Muzzuni day.

GoyaSabba

 

("Il Sabba delle streghe", Francisco Goya)

www.youtube.com/watch?v=s_0GekZl7YA
("Night on Bald Mountain", Modest Mussorgsky)

"Le fiamme crepitarono alte, la notte diventò chiara come il giorno, le lingue di fuoco si unirono in un'unica vampata che salì nel cielo non ancora buio, altissima. Si videro i capelli della strega che svanivano nella luce e la sua bocca che s'apriva in un grido senza suono. La veste rossa si dissolse, il corpo si scurì e si raggrinzì, gli occhi diventarono bianchi, Antonia non fu più."
("La Chimera", Sebastiano Vassalli)

June 22

Interstizio d'estate.

A strisce, guardare il mondo. Un mondo colorato, sudato, abbagliante...ma guardarlo discretamente, un po' sì e un po' no. E nel proprio cantuccio c'è ombra, ombra che ristora, ombra che però non può nulla contro i tormenti delle stratificazioni ISO|OSI inoizacifitarts. E' un mondo nuovo, questo, un mondo di calcestruzzi color grigiastro e sprazzi di verde.
Poi ci si trasferisce, a guardare un altro mondo (per intero stavolta). Ma è un mondo rumoroso, ciarliero, ed allora ci si rifugia nella terra di nessuno, per trovar pace, appoggiati ad un albero che ci ricorda bimbi e a farsi muzzicare dalle formiche - rosse nere, nere nere, rosse rosse, grandi e piccole - e ad evitare gl'atolli di luce che si creano sulle pagine bianche e abbaglianti. E' un mondo vecchio, questo, un mondo di cielo color verde e sprazzi di grigiastro.
Poi ci si trasferisce, a guardare un altro mondo. Finalmente ci si riposa, ci si diverte e si vivono ancestrali avventure nel mondo che ci si è creati per evadere da quello che si vede come reale. Il divano, i tabelloni, il caffè: ogni elemento è essenziale e "l'aria si permea di una strana sacralità". Prismi a base esagonale che creano semplici tassellazioni euclidee...ma le colorazioni? Ricerchiamo una risposta abbagliante. E' un mondo sereno, questo, un mondo in miniatura ma pur sempre infinito.
Poi ci si trasferisce, a guardare un altro mondo. Si gusta il momento delle rievocazioni: una corsa verso luoghi desueti e luci che sfrecciano sincronizzate. La fuga verso la penombra è accompagnata da un rumore "sgretoloso" e poi è un frastuono silenzionso. E' tutto buio e muto, ad un certo momento. Si fondono assieme diverse vite già vissute e poi ecco lo scorpione (e il popone?) ed il cianciòlo astrale. Due stelle cadenti s'intersecano: quale occasione migliore per un finto tanabata? Dopo il rosso arriva l'abbagliante luna a rendere insignificati le luci che avevano la pretesa di abbagliare. E' un mondo ritrovato, questo, un mondo immerso nell'immenso che non sappiamo ancora sia finito o infinito.
Poi ci si trasferisce, a guardare un altro mondo. A strisce, guardare il mondo. Un mondo stavolta senza colori, buio e di abbagliante ora c'è solo quello che si vuole vedere.
 
"Le cose più importanti sono le più difficili da dire, perché le parole le rimpiccioliscono.
E' difficile far in modo che un estraneo provi interesse per le cose belle della tua vita."
("Stagioni diverse"-"L'autunno dell'innocenza; Il corpo (Stand by me)",Stephen King)
June 03

Non ci sono.

Ho la testa in aria (finalmente!, da buona creatura delle nuvole) ultimamente. Non ho più modo nè tempo per pensare alla materialità che mi circonda, alla vita che mi circonda. A volte "la vita è sogno", altre volte "è un mondo difficile e vita incerta" e per qualcuno "la vita è bella". Io non riesco a trovare una costante, almeno in un intervallo temparale, che possa farmi esprimere un giudizio a tal proposito. La vita è tutto ciò che ho scritto, semplicemente. (FOCU!)

I ricordi si affollano nella mia piccola mente e sgomitando cercano di arrivare al fulcro della loro esistenza: regalare sapori e colori. Mi ritrovo a fissare una tenda dai riflessi violacei, nella penombra, e a desiderare di poter non andare più via. Mi ritrovo a guardare in due occhi limpidi per cercare di fissare il momento per il maggior tempo possibile. Mi ritrovo a singhiozzare, come un bambino, senza riuscire a smettere, sempre pronto a ricominciare...a causa di una valanga di sensazioni che non lasciano scampo. Mi ritrovo a chiedermi se sia giusto tutto ciò...e mi chiedo se sia giusta la voglia d'immortalità che lo circonda. Intanto non posso far altro che assaporare la morbida penombra, l'umida estasi, il superno testi-ehm-mone e sfiorare l'idea che possano non esistere idee. (FOCU!)

Scrivevo, post fa, che in alcuni momenti si può aver coscienza dell'infinito in cui siamo immersi...e ritenevo quello stato apoteotico. Be', è una fortuna che d'imparare non si finisca mai :) Esistono diverse traiettorie, parallele, per descrivere l'evoluzione di un sistema dinamico dipendenti dal modello nella forma ma dalle condizioni iniziali nella posizione. Ho accarezzato altri stati sublimi e stavolta indovinate?! Non ho avuto modo di vedere alcunché, non sono riuscito a capire nè a comprendere ciò che avevo d'innanzi. Era buio, poi sospiri, poi volo ed infine energia risonante pronta a culminare nella massima espressione del nulla. Non ho trovato modo nè tempo per pensare ad altro. (FOCU!)

Mezzo involtino primavera, mezza porzione di riso, mezza di maiale...la sintesi di un'armonica accoppiata. Una montagna di polpettine, fritte, in agrodolce...la sintesi di una colossale scorpacciata. La pizza, alpimiera o salupina, a far piangere di commozione (leggesi 'nduja). Il viaggio culinario al "pompin" con la crocchettona e poi i tortelloni al limone e panna e la sorpresa rovinata dalla mia "impiccionaggine" condita con fragole e zucchero e rum. Gelato, mega-super-iper-panino (e la cotoletta?) e l'immancabile insalatona balsamica e la pasta col pomodoro...e i crostini 'ndujosi. (FOCU!)

Tornare in luoghi che sembravano dimenticati è di una potenza inaudita. Nonostante prima fosse notte e poi giorno ho respirato gli stessi colori, ho vissuto la stessa enorme sensazione di serenità, di felicità...una di quelle sensazioni che sembrano da sempre vivere nel proprio animo e che si vorrebbe possano continuare a vivere senza tempo. Ma ora mi accorgo che forse non sono i luoghi o i tempi ad influenzare tali stati dell'animo: sono forse le persone? Nel mio caso non può essere altrimenti: l'unico punto fisso l'ho individuato e farò di tutto per non farlo allontanare più dalla mia vista. Vaffanculo pure il passato! (FOCU!)

Le parole in alcuni casi diventano stantìe, inflazionate, e non riescono ad esprimere pienamente il loro significato. Non siamo perfetti, sbagliamo ed è giusto che si paghi per i propri errori, amiamo ed è giusto che ci sia riconosciuto ciò che abbiamo fatto. Tutto ci sembra così veloce, repentino...ma non è che risultato lento e pervicace di anni ed anni di...vita. 5-nana-otto(ko).

"Era triste, come se nel frattempo avesse conosciuto la cattiveria del mondo, di fronte alla quale ogni cattiveria propria diviene inutile e assurda." ("Il castello", F.Kafka)

31052008

May 24

Quando il tempo morì.

Un albero di gelsi con le sue gemme rossastre intatte (che mai più vedrà bambini urlare arrampicandosi sulle sue fronde), la voce della prima finta cicala, il fruscìo dell'erba ondeggiante; di che colore è il vento? Forse ha il sapore di una fragola rubata alla terra, per caso. Comunque sia ogni calda immagine ricorda una notte insonne, trascorsa nel bisogno di dormire e nell'impossibilità di farlo...nel desiderio che non giungesse mai l'alba.
Un fremito perenne, un singulto continuo...paura, desiderio, consapevolezza. Sensazioni che tuttora sono difficili da descrivere, da consolidare, ed in un attimo si comprendono miriadi di pensieri che senza significato avevano affollato la mente, anni or sono. A volte tutto è così facile, a volte tutto è così difficile...si sfiora l'assurdità (e quindi la realtà delle cose).
La mattinata mi ha regalato tutto questo, suggellando le emozioni della scorsa notte...e così via, ricorsivamente. L''inizio di tutto in un lontano 5 marzo del 2003, guardando una finestra (quella di fronte) e non riuscendo a capire l'importanza delle cose. Pensieri contrastanti mi devastano. Non è giusto, non lo è. La vita non è giusta. Forse questa è la prima volta che provo davvero rammarico, rimorso per un mio errore dettato dalla paura, dall'inettitudine...dalla non conoscenza. Ho sbagliato io. Ed ora mi ritrovo faccia a faccia con il mio essere strano. E' davvero una desueta sensazione. Riconosco ancora uno sguardo innamorato?
Ritrovarsi in dormi-veglia, occhi chiusi, a desiderare calore...a sentire insinuarsi, liquidi, improbabili pensieri...e poi si realizza quel che sta accadendo e ci si apre verso emozioni mai provate. Periodiche oscillazioni di un sistema dinamico in perfetto equilibrio tanto che potrebbe durare un'intera vita (autovalori complessi allora!). E' la prima volta! E' la prima volta! E' la prima volta.
Stavolta ho paura...ho paura perché riconosco che non è la solita emozione da fuoco di paglia. Stavolta ho paura perché sembra una cosa diversa...che non ha nome e che vive da sempre e per sempre. E' una paura che è in realtà un moto della coscienza, ed è una paura che ha già perso la sua lotta contro la voglia di dare e l'istinto di avere. Non posso far altro che assecondare la mia volontà, i miei desiderii, e sperare che non ci siano segreti pronti a saltar fuori dai loro neri anfratti per afferrarmi l'anima, trascinandola via.
Chiedo soltanto un po' di temperanza...e che Kronos, stavolta, possa esser lui divorato da coloro che ha generato! Così sarò hachi per sempre (ed io che avevo giurato di non usare mai più la locuzione "per sempre"). Ti supplico.
 
"Cosa vuoi di più dalla vita?" - "Un lucano!"
 
"Ti amo e ti amerò...tu sei il mio sogno...tu sei tutto...e con te voglio invecchiare, con nessun altro! =,o( E non è mai troppo tardi..fidati di me...e di te..."
(sms ricevuti il 31 dicembre 2003)
   {Lo rispediresti ancora una volta?}
 
 
May 17

Le mie romanticherie 2: l'inizio della fine.

Passeggiando per le strade di Palermo, ho già provato, si fanno strani pensieri. Ma non sono solo pensieri: si fanno anche strani incontri.
La gente per strada non sorride o se sorride è pazza o se sorride lo fa per un sorriso falso e di circostanza. Forse la gente per strada è se stessa. No, non è vero neanche questo...qualcuno in grado e con la voglia di sorridere ci sarà pure ma comunque per strada non lo fa, se non vuole esser preso per pazzo o per ipocrita. Perché? Perché siamo incattiviti dalla dignità di persone civili che dobbiamo vestire e dimentichiamo che la civiltà non consiste nell'apparire sempre ligi ed impeccabili ma anche nel saper sorridere. Ah, ma questo sono io...mi stavo solo guardando nel riflesso della vetrina che separa i passanti da quel gioco che si chiama scrittura. Sono io che non sorrido. Il mio sorriso non mi piace ed è la cosa più spontanea che sguiscia dai primordi del mio essere...e cerco di trattenerlo. Perché? Perché non mi piac(e-cio). Uno strano pensiero.
Poi, all'uscita, mi ferma chiedendomi del perché non sono mai stato in Africa. Cosa devo rispondergli? 1) Siamo in Africa; 2) Mi piacerebbe; 3) Non ho soldi nè tempo. Scarto il cinismo e la diplomazia e mi dirigo verso la nuda e cruda verità (la terza possibilità, per chiarire con i cinici e i diplomatici). "Sei giovane! Sei giovaneeeeeee!!!". Uno strano incontro.
All'individuo, nella folla, piace apparire per quello che non è? O non gli piace apparire per quello che è? Questo credo non riuscirò mai a capirlo. Quando dico che la vita è difficile mi rispondono che siamo noi a renderla difficile e solitamente risponde così chi la rende troppo facile. Abbiamo tutti ragione? Cosa ci spinge ad essere troppo buoni e comprensivi con determinate persone e troppo cattivi e menefreghisti con altre? Vero è che i "belli" possono permettersi tutto ma nel mio piccolo so che non è solo una questione di fisicità. Ah sì, è questione di punti deboli! Eppure me lo avevano sempre detto di non mostrare i miei...ma io non imparo mai. Stavolta lo strano pensiero è troppo variegato per poter anche solo a capire di che pensiero si tratti, la conclusione è che non capisco gli altri...e questa non è una novità.
Passeggiando, peripateticamente (sono un uomo, quindi nessuna battutaccia! Si stava filosofeggiando (dato che mi dicono lo faccio sempre (che cazzate abnormi è in grado di sparare la gente!) e non lo faccio quasi mai) e anche parlando del faceto), sotto i filari dei platani ed era uno dei rari momenti nei quali si perde la concezione del traffico che ti scorre accanto e quella delle luci ma non delle signore imbellettate che ti passano accanto, <<Ma ciueVto che sono stata a vedeVe l'Anna Bolena caVa...entusiasmOnmnmnte>>, ed ecco che a testa china, in abito grigio chiaro, capelluto e bianco-barbuto, braccia annodate sulla schiena mi passa accanto un pezzo di passato che credevo fosse già esauritosi. "Se un alieno starnutisce su Marte questo posacenenere cade dal tavolo!". Ho provato davvero voglia di inseguirlo e come raramente ho fatto mi son fermato e voltato a guardare indietro...ma ero troppo preso dal ricordo che non ho visto più nulla. Una delle visioni biciclopidi o vocianti che mi perseguitano in questo periodo? No, era lì. Passato.
 
Oggi abbiamo imparato che (morale della giornata come alla fine di ogni puntata di He-man) :
Io non sorrido quando vorrei e come vorrei.
Mi è venuta voglia di andare in Africa.
Tutto è più difficile di quanto si pensi.
La ca[u]s(u)alità regala brutte e belle sorprese.
 
Mi piacerebbe saper vivere di caos. Cercare, costringere, forzare i propri desideri è inutile: quello che rimane è la genuinità della passione, la trasparenza della volontà...e questo rimarrà con o senza ricompense.
 
"Pigghiti 'sti sordi, accussì non ti dimentichi di me."
("diario di Luca-agosto 1994", Zzà Rosaria in lacrime)
 
 
May 12

...when the dreaming ends.

...per lasciarci soltanto una voglia di pioggia, scriveva. E poi la pioggia arriva, quasi a consacrare il desiderio trascendente.
 
J) E' un sabato trascorso a guardar la Dora fluire, senza più treni.
R) E' un "dolkerkko" scritto su di un ficus, mai visto di notte.
E) E' un pacco con i propri regalini restituito, un costume mai usato.
C) E' una giornata d'autunno trascorsa in acqua, liberamente.
R) E' una vigilia di natale con la consapevolezza che non si compreranno più giocattoli.
A) E' un profumo annusato, un allontanarsi lento dall'adolescenza.
N) E' in un letto caldo e impersonale, abbracciati, a provare sensazioni senza nome.
F) E' in una stanza buia, immersi nell'odore acre di farmaci.
 
Quando il sognare ha fine, forse, è come lo è stato per la prima volta...circondato da un'ingenuità disarmante.
E' su di un divano, di notte, a guardare riflessi bagnati e a non capire ciò che si prova.
Poi tutto si ripeterà, per chi crescendo non cresce.
Per fortuna, quando il sognare ha fine, sappiamo che ci aspettano sempre degli altri sogni.
 
"You cannot sedate all the things you hate!"
("Dogma", Marilyn Manson)
 
May 09

Un ponte per...un cuore.

Avete mai provato a costuire un ponte che porti dritto dritto ad un cuore? (E se fosse morto, per una corda spezzata?)
Avete mai provato a costruire un ponte che porti in un mondo che forse esiste solo nella vostra immaginazione?
A volte è tanto difficile da sembrare impossibile e ciò che si è costruito crolla al minimo soffio di vento, altre volte è facile che si costruisce un nuovo pezzo senza rendersene conto. Sembra non vi siano regole, in tale costruzione (e gli attrattori strani?).
 
Primo asse.
Buio, porta, ascensore, cammina, treno, cambio treno, cammina, poi ci si riflette come davanti ad uno specchio e come davanti ad uno specchio se ci si tira indietro l'immagine scompare...e come davanti ad uno specchio non ricompare alcuna immagine se non si è disposti a fare il primo passo. Che male c'è nel fare un passo, se è quello che si vuole? Nessuno. Cammina: è un'aria nuova quella che respiro, vedo tutto nuovo e collego al vecchio. "Niiiinoooooo!"...ed è subito parco, è sole, è erba. Palla-cavalli-cani-Palla. E' il castello: è strano come qualcosa che non è mai esistita in tutta la tua vita inizia a divenire quasi una pietra miliare di ogni spostamento. Troppo sole, cammina.
"Andiamo a Mondello?"...cammina, autobus, uno sguardo che si allontana sempre fisso su unghie nere: è lo sguardo speranzoso di chi si attende una risposta (che non arriva). Strada, strada, giro-giro-tondo, strada...piazza. Odore di salmastro, tanto forte che ci si deve abituare prima di riprendere a respirare normalmente. Odore di salmastro e gabbiani, pesci, tuffi e gabbiani. Passeggiata, orecchino, stanguna travistuta e poi da Peppino (figlio dell'amore?). Consistenze dolci e salate, tese, coriacee, bianche, sapori delicati dove non me lo sarei aspettato e piccoli e croccanti scrigni, occhiuti, dorati...e come sono morbidi e cremosi e delicati. In tutta questa serena ostentazione luculliana non può passare inosservato il promontorio che repentinamente si riversa nell'azzurrissima acqua, fra il verdeggiare dei pini, delle palme ed il biancheggiare della sabbia macchiata solo da piccoli colorati puntini. Cammina, sole, a testa bassa come a Taranto ("Voi siete qui per la visita, vero? E tu sei il più piccolo...") e acqua e sabbia, muricciolo e poi gradinata ferro-misto-legno ("Because the night belongs to lover!") e mare e sole.
Cammina, 146!, autobus, strada e Federico, treno, e giù sempre più giù..più giù. Penombra e verde e testa bassa. Camminare vicini senza rendersene conto, rallenta, rimane indietro, accelera...e poi è solo il portoncino, cammina, ascensore, porta, buio.
E' stata una bella giornata, sì...una bella giornata. Il ritorno del passato, "ed è un vuoto che fa male"...gola, un po' più giù, stomaco, un po' più su. Ricordo vecchissime parole, "Non mi vuoooooole bene nessuuuuuuuunooo...", e mi ubriaco di malinconia, mi ubriaco di penombra, di celeste nostalgia. La verità non si può non accettare, soprattutto se non dipende dalle nostre forze il poterla cambiare.
E fu sera e fu mattina.
 
Secondo asse.
Sonno, aaaahhhhhhh incubi! Dormire nell'angolo di un porticato, fuori, al buio, soli e festeggiare una festa inesistente fra sangue, bruciature, incidenti e il nero pentolone bollente e poi il fuoco, la dolosità...e la serenità trovata all' improvviso, sfiorata: ma tanto non è mia, non fa per me, devo andarmene. Caffè al theo, tatoo, e merli raspanti, pappagalli sghignazzanti ed invisibili, cenotafio. Seduti su di una tomba si può parlare di tutto...non si ha paura, forse perché si spera (si sa) che chi ci ascolta può capire, può capire senza giudicare, può capire e dire che è tutto così normale...anche quello che si pensa innaturale, nascosto, esecrabile. SILENZI, confortati dal vento. Merli raspanti, anziani sobbalzanti, verde frusciante, pappagalli divertenti, cammina...ed è subito stazione. E poi un incontro ravvicinato del terzo tipo: rami secchi, ascetismo, giochi.
Poi si ritorna alla vecchia vita...ma che vecchia vita? Tutto ha cambiato colore, tutto ha cambiato luce...io sono cambiato: ma come, in un'ora? O son tornato me stesso? Il me stesso riscoperto? Sono sereno, sono tranquillo...serafico oserei dire (-.-)
E fu la notte, la notte per noi...
 
Primi passi.
Non so se sia tutto vero, non so se sia tutto falso...so solo che ho raggiunto il limite e mi son stancato di chiedere, di chiedermi, di chiederlo. Cosa ho costruito, cosa ho distrutto? Basta. Benvenuti nel mio mondo...(mi sento un oscillatore smorzato.)
 
"Vi è solamente un problema filosofico veramente serio: quello del suicidio.
  Giudicare se la vita valga o non valga la pena di essere vissuta,
  è il quesito fondamentale della filosofia."
("Il mito di Sisifo",A.Camus)
 
"Ti ho pensato perché ho fra le mani un libro che parla di te."
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Un giorno d'amore