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26 janvier

Divulgazione

Sì, sì...ci sono. Riesco a scrivere dopo annose lotte con la mia coscienza: ieri ho studiato un po' e l'ho messa a zittire :p Innanzitutto vorrei darvi un consiglio: non fidatevi mai di ciò che scrivo; neanch'io mi fido di me! Son talmente provocatore, disfattista e consolatore che in queste tre vesti potrei dirne di tutti i colori ;)
Innanzitutto è d'uopo una rettifica (già! Con un solo intervento scritto!!! Luca fai proprio schifo
:p) : forse ho difeso troppo gli "amici"...dicendo che anche noi spesso non siamo corretti nei loro confronti. Ciò rimane innegabilmente vero ma è altrettanto vero che il "male" esiste indipendentemente dalle nostre azioni (analogamente il bene...anche se credo sia più raro) quindi esistono siuramente degli "amici" infingardi e felloni (pi ddilla pulita!) senza che noi lo si sia. Come al solito "la verità non sta in un sol sogno ma in molti sogni" e così posso solo affermare di aver scritto ciò che ho scritto parteggiando per l'autocritica senza cercare di scadere però nel buonismo nè nell'egoismo, anche se poi lo faccio sempre. Gli estremismi a quanto pare non riesco ancora a concepirli come "giusti": mi ci vorrà una digi-evoluzione?!?! Mah! Non sono senz'altro fatto per raggiungere "grandi
cose", io...sono un meeeeedio-maaan ;)
Cosa aggiungere? Ah sì, sto regredendo!!! Discorso importante, questo.
Dopo aver ripreso gl'agognati studi mi sento di nuovo giovane...ma non mi sento di nuovo giovane!
(Roberto si, sto copiando...ma avevo detto l'avrei fatto! Troppo bella.)
Credete vi sia qualche contraddizione? Be', come darvi torto! ;) Ciò che mi va di dire è che
ovviamente il mio stile di vita è senz'altro regredito (temporalmente) a causa dell'ambiente e delle possibilità che ora ho dinanzi ma allo stesso tempo mi accorgo e so che non sto vivendo tutto come se "giovane" lo fossi realmente: più responsabilità, meno istintività, più lungimiranza...insomma una serie di spostamenti opportuni tanto da rendermi detestabile sia ai più giovani di me, sia ai coetanei e sia a quelli più grandi...chi resta?!? Ah, il sempiterno...vabbè, lui mi vuol sempre bene
(Mario, evidentemente non parlo di te!!!)
Mi sento un po' un pesce su marte (su cui al massimo c'è qualche rimasuglio di ghiaccio). Ma più che continuare non posso far altro, d'altronde si tratta di un mio sogno: affrontare qualche piccolo contrattempo che volete che sia! ^_^
Vorrei proporre, a scopo divulgativo, degli interrogativi (tralasciando la proposta fatta agli esami di programmazione di correlare l'immortalità dell'anima ai puntatori: questa me la riservo per la pensione) che nel corso della mia vita sono stati importanti ed uno in particolare è stato, è e sarà importante per molti individui...e perchè no, per tutti.
La Congettura (NON HO MAI DETTO TEOREMA!!! Chi può intendere intenda) di Goldbach (quella "in piccolo", diciamo, senza che Einstein se la prenda): dimostrare che ogni numero pari è somma di due numeri primi (non univocamente determinati). (Ou, quante parentesi!) Sinceramente credo che divulgare sia il primo essenziale passo verso la risoluzione. Gente si è arrovellata su questa congettura, per dimostrarla, e magari c'è chi ha le potenzialità per districarla e non la conosce! Questo per la matematica è un dolore insopportabile.
Il secondo interrogativo è illustrato nell'immagine allegata. Attendo speranzoso risposte :p
Con questo saluto, sapendo di non esser un buon ospite, e rimando ad ulteriori pensieri la nostra chiacchierata (ma sto parlando da solo o sbaglio? HAahahhAhah).
A bientot.
24 janvier

Completa indecisione.

Avrei intenzione di parlare dello spasimo che mi ha portato a scriver su queste "pagine", spasimo lungo qualche lustro fra indecisioni e solita accidia, ma non posso farlo: iniziare così sarebbe un colpo amabilmente barbino. Non so far altro che annoiare, quando sentimentalmente scrivo, e come per magia vorrei sempre parlar degli argomenti più noiosi...
Invidia (e siamo al secondo peccato capitale) solitamente non mi colpisce: riesco a sorprendermi ancora delle infinitesimali meravigliosità che conquisto spesso tardivamente (e sono un tardone incallito, io!)...Ma forse stavolta trattasi proprio di invidia, voglia di possedere anch'io una piccola vita "webbatica".
Chi mi conosce (?) sa che non adoro espormi, anzi adoro implodere, e scrivere un diario vuol dire principalmente esporsi...ed infatti non sarà questo un diario. E sempre chi mi conosce (??) sa che non amo dir cose che non mi rappresentino, anzi son un "pasionario" verso i miei ideali...ed infatti non sarà questa una vetrina in cui imbastire un'immagine che voglio dar di me e che non mi rappresenta. Insomma, la questione è veramente ardua: dovrei creare un "ibrido grottesco" (magic the gathering docet :p) fra realtà ed utopia. Troppa fatica!
...bene...credo d'esser giunto ad una decisione: manterrò la mia indecisione. Si.
Non mentirò scrivendo ma mentirò non scrivendo; mi sembra un accordo abbastanza diplomatico.
Poi ogni tanto penso: "...e per tutti il dolore degli altri è dolore a metà..." e rimango esterrefatto, si, ci impegniamo a parlare di noi, a raccontarci, ad esprimere le nostre gioie ed i nostri dolori. Ma se è vero che i dolori degli altri son a metà (e già qui mi pare vi sia un'iperbole ottimistica), le gioie...a quanto vengono convertite?  A questo punto credo proprio che l'inflazione sia decisamente più pesante.
Per fortuna spesso questi miei pensieri vengono contraddetti e quindi gettar qua e là un po' di paroline non credo sia un reato o una completa perdita di tempo. Ed ecco che vien fuori la mia consapevolezza ottimistica che cerca di obnubilare il mio sempre vivido realismo (a chi lo chiama pessimismo ho qualcosa da dire in privato) nonostante proprio in questi giorni non faccia altro che leggere opinioni di miei "conoscenti" lamentanti la mancanza di amicizia, l'onnipresenza di cattiveria e la potenza dell'egoismo: insomma il trionfo del male.
Gli "amici" tradiscono, vero è; gli amici rinnegano, innegabile; gli amici dimenticano, pragmatico. Ma forse abbiam dimenticato che gli "amici" son uomini in carne e ossa: di miracoli non se ne possono fare. E spesso mi vien da pensare, con un sorriso sulla labbra, cosa noi invece facciamo per gli amici. Io diffiderei da chi dice "Ho dato tutto, non ho ottenuto nulla"; è certo una frase d'effetto, nulla da eccepire alla sua folcloristica valenza, ma di sicuro lascia il tempo che trova. Capire che anche gli altri devono essere capiti è difficile...e forse impossibile ricordarlo sempre. Con questa premessa dichiaro di essere un "pezzo di fango" :) Spero che chi vorrà almeno tentare di comprendere le mie bizze, la mia attuale scontrosità, la mia innata capacità di sparire nel nulla senza nemmeno batter ciglio, possa capire e distinguere ciò che di cattivo faccio e che cattivo non intendo da ciò che non faccio e che cattivo invece è.
Con questo mi son confuso anch'io  credo sia ora di porre fine  queste scempiaggini: d'altronde qualcosa ho scritto...mi accontento di poco (il poco traditore è, peggio degli amici :p s'insinua, si stabilisce prima con noncuranza poi con semplicità ed infine ti prende...a poco a poco.)
E' notte.
 
P.S.
Ah, quasi dimenticavo il proemio...meglio tardi che mai: la mia musa mi perdonerà, lo fa sempre.
"Niente occhi stanotte, solo un ghignante sorriso innaturale. Non più madre, forse concubina. Lacrime di sangue solo rinviate, materni sorrisi solo da attendere. Lei ci sarà...fin quando avrà senso cercarla."