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    October 26

    Due giorni di ordinaria follia.

    PRIMO GIORNO
    R: "Vorrei una cioccolata" (già il modo fine di richiesta fu tutto un piscio!)
    C: "Bene. Bianca?" (...e qui avremmo dovuto notare lo sguardo spiritato dell'apparentemente innocente ragazza)
    R: "No. Non la voglio bianca"
    C: "Va bene, fra poco l'avrete"
    in coro: "GRAAAAZIE"
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    C: "Ah, scusa...ma la cioccolata non la vuoi bianca, vero?" (come se l'ingenuità si fosse vestita di lei)
    R: "...No" (e qui lo sguardo si diresse istantaneamente verso gli occhi di lei, e quelli di lei già sui suoi. Fu corrispondenza d'odorosi sensi)
    C: "Va bene. allora se non la vuoi bianca la vuoi fondente o al latte?"
    R: "Ehmm...dolce...al latte"
    C: "Bianca?" (e qui l'ingenuità divenne dubbia. Attimo di panico)
    R: "...ehmm...no" (tzin-tzin-tzin! Qui lo sguardo si fece fisso, il collo eretto e la testa un po' reclinata..come quella di un pennuto che appollaiato su un ramo ti fissa e ti rifissa. Rimasero così, studiandosi l'un l'altra) "com'era...quella al latte...no bianca" (iniziammo a dubitare delle doti intellettive di entrambi! Una sorta di alieno canale invisibile aveva stabilito un contatto, unificandoli)
    L: (sottovoce) "sono diventati uguali! Stessa intelligenza!"
    C: "Va bene, grazie. Fra poco arrivo"
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    R: "Ou, ma 'sta cosa è amara! E' fondente! Era megghiu si mi pigghiava chidda bianca!" (tzin-tzin-tzin! L'invasione degli ultracorpi colpisce ancora! Preparatevi a soppravvivere!)
     
    E come se non bastasse pioggia e freddo, scarpe rotte eppur bisogna andar!
     
    SECONDO GIORNO
    "Kebab?" - "Piove, freddo, allergia, studio, pomeriggio...ok, kebab".
    Prima un po' a riassettar ricordi, a gustarli, a ripeterli, a migliorarli...mentre sullo sfondo si consumavano amori, tradimenti, litigi con una colonna sonora di rotelle e slittamenti e tonfi. Il cielo si oscurò e la luna presenziò, tonda, pallida; "vaiiiidda a luna!"
    Cammina, cammina che il lupo non c'è! Lupo che fai? Ovviamente beveva birra, rum e pera, boooooomba...un movimento sensuale, sensual, un movimento muy sexy, sexy...Fatto sta che girando e rigirando mi ricordo solo una grande chiocciola e passati da abbandonare e legami da non rinnovare. E poi le solite pssssss ma non nei soliti posti! Stavolta spregiudicatamente pure sulle macchine! (naaaaa, non è veeeero). E poi le spose! Ma sempre 'ste cazzo di spose! Però era Medea la signora della serata: tradita e abbandonata molti le hanno fatto compiere gesti esasperati ed esasperanti, disumani. Povera Medea; oltre al danno la beffa d'esser stata tramutata in strega.
    Poi casualmente l'autobus...il mio primo autobus palermitano del 2007. Scià chsciiiiiii.
     
    TERZO GIORNO
    E fu subito febbre.
    "...e il terzo giorno è resuscitato secondo le scritture..."
    Mi sa che non sono io! I terzi giorni muio sempre!
     
    "Il peso della morte è greve ma non inamovibile" ("Becchino",Magic the gathering)
     
     
    October 20

    Incoscienza e Perfezione.

    Un caldo quasi innaturale, provenendo da una burrascosa mattinata.
    Riaffiora il flashback: ascolto delle parole, "prendiamo quella metrica stupida", mentre mi distraggo pensando perché mai bisognerebbe dare dello stupido a qualcosa che poi ci permette di capire e guardo dalle ampie vetrate...guardo l'altra metà della vita (quella sinistra) che tutti i giorni vivo. Freddo, pioggia a goccioloni, vetuste fronde scosse con noncuranza dal forte acquazzone (la noncuranza è sia dell'acqua che colpisce che delle foglie che sono colpite: tutto passa come se fosse la cosa più attesa) e credo che rimpiangerò un po' di calore. Poi torno all'altra vita (quella destra) e mi ritrovo impantanato in un'afa che mi fa rimpiangere la tersa aria algida di quando stavo in mezzo. E' così. Più che mai mi ritrovo letteralmente a metà, sempre più dicotomico.
    Gente ovunque, bagagli ovunque: sono frastornato. Io non sono l'uomo della folla, sono il suo opposto. Per fortuna col trascorrere dei chilometri, percorrendo poco tempo, si giunge alla tranquillità. Il cielo si rannuvola pure ed il treno si fa solitario. Prendo spazio.
    Ed ecco che arriva l'arancione. E' plasticità allo stato puro e sullo sfondo nero brilla di una perfezione che avevo dimenticato potesse esistere. Color oro, righe sospette che lasciano spazio ad immagini di rimarchevole consistenza, fascia che evidenzia ciò che dovrebbe nascondere. Il centro dell'attenzione si sposta armonicamente, quindi discretamente, da un punto al suo inverso...periodicamente. Poi, come Alice, attraverso lo specchio scorgo il riverbero della luce sull'acqua, stavolta l'acqua cristallina del mare...ma sempre alla mia sinistra. Ed è come se guardassi in uno specchio ovunque. Uno specchio in grado di mostrare il passato, una sorta di sfera fatata, e quindi di rendere più semplice la comprensione del presente...ma ne sono proprio sicuro? Ovviamente no...e sì. Ma mi accorgo di poter controllare la mia immagine: non capita spesso, non nei casi più eclatanti almeno.
    E l'ultima porzione di pensieri tende così a capire, ad osservare. Poi trascorre anche il natale, ed il giorno dopo, e rimango come sempre con il ricordo, un pensiero stupendo, di qualcosa che non vivrò mai. Ma ora non è uno strano dolore...perché? E' quasi una strana gioia...
    Credo che sia così che ci si abitui all'idea della fine. E tutto sarà atteso e banale...come il temporale che cercava di scalfire le foglie nella mia vita sinistra.
    L'Ultimo Cuore Afflitto.
     
    "Don Fabrizio quella sensazione la conosceva da sempre. Erano decenni che sentiva come il fluido vitale, la facoltà di esistere, la vita insomma, e forse anche la volontà di continuare a vivere andassero uscendo da lui lentamente ma continuamente come i granelli che si affollano e sfilano ad uno ad uno, senza fretta e senza soste, dinanzi allo stretto orifizio di un orologio a sabbia."
    ("Il gattopardo",G.Tomasi di Lampedusa)
     
     
     
     
     
    October 13

    A volte non guasta.

     
    "... io credo che Dio si incazza se tu, davanti al colore viola di un campo di fiori, neanche te ne accorgi..."

    ("Il colore viola")

    Questa frase mi farebbe incazzare se detta da qualcuno che possiede solo il colore viola. E penso che analogamente mi farebbe incazzare se detta da chi possiede tutti i colori. Ma vedete, detta da chi ha solo qualche colore, tra cui il viola,  è commovente...commovente nella sua genuina ingenuità e veridicità. E' abbagliante. Si può solo rispondervi con un melanconico sorriso umidiccio. Ed è subito notte.