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17 février Capricci del destino.Ho sempre e fortemente creduto in quelle bizzarrie dinanzi alle quali la ragione sovente deve inchinarsi. Le ho sempre amate, a tal punto da ignorarle! Tanto intenso il sentimento quanto il non sopportare la loro mancanza. Però, come spesso accade, vince il non sopportare...e proseguiamo quella vita che crediamo ci sia stata cucita addosso. Ma a volte, di qualche capriccio, s'odon le veloci e quasi dissonanti note, allegre e decise. Non si può far altro che seguir il loro tema, ballando, dimenticando la non sopportazione, dimenticando l'amore. Ci si ritrova a volteggiare senza alcun significativo ritmo: si vede il mondo per come il capriccio impone...e nulla più.
Storie immortali che continuano a ripetersi con la cadenza disarmoniosa del caos, per fingersi mortali, per fingersi non dovute. Non possiamo capire al di là di ciò che ci è scibile, banalmente, così chiamiamo capricci ciò che non ci è permesso capire e capriccioso chi non ci permette di farlo. Alla fine parlando dell'egemonia dei capricci del destino giungo quindi a chiedermi se ve ne siano o se siano "veri" quelli che intendiamo tali: l'antitesi. Domanda stupida che non avrà mai alcuna risposta che non sia stupida. Qual è allora il modo migliore d'affrontarli (reali o immaginari che siano)? Da buon uomo assurdo la risposta dovrebbe esser semplice: viverli.
Di morti, rinascite, l'uomo ne sopporta già parecchie perchè non sopportarne altre? Purtroppo siam ben lungi dall'esser sistemi ideali: ci logoriamo. A poco a poco diventiamo incapaci di viver i capricci che ritroviamo a sbarrarci il cammino...e si diventa adulti. La mia speranza è quella di poter ancora una volta almeno aver il dubbio, anche se poi il dubbio è fattore esegetico dello stesso logorio, nel trattare con il mondo. Dubbio che spero sempre di riuscir a vivere nel modo più genuino possibile senza coercizioni di sorta.
Ma è giunta l'ora d'andar oltre. Fermiamoci.
Ringrazio. 6 février Menecmo, Abel e Galois: un'eterna oscura ghirlanda."Menecmo, chi era costui?"; potrei benissimo iniziar così, appropriandomi della celeberrima domanda manzoniana. Matematici, tutti e tre dei matematici. Voglio ricordarli perchè sono stati importanti nella mia formazione caratteriale; vite sulle quali riflettere.
Menecmo, quasi del tutto sconosciuto, fu il primo greco a concepire le coniche, queste curve strane che esulavano da costruzioni con riga e compasso e con le quali riuscì a risolvere impropriamente il problema della duplicazione dell'altare cubico di Apollo a Delo. Ma cosa accadde? Che tutto ristagnò fino a quando Apollonio (il "da Perga") scrisse il suo trattato sull'argomento, attingendo da Menecmo ed approfondendo (glielo riconosco), ma quasi scalzando l'importanza del suo predecessore. Povero Menecmo! Sua l'intuizione e di altri la gloria. Per fortuna la "storia" ogni tanto rende giustizia.
Molto più recenti son le storie di Abel e Galois. Il primo morto di trascurata malattia a ventisette anni, dicendo nell'indigenza forse esagererei ma non navigava certo in buone acque. Alcuni suoi lavori furono riconosciuti ma ciò che gli darà poi lustro fu "dimenticato" o perso sotto cartacce nello studio dell'impegnatissimo Cauchy. Morì
senza sapere quale sarebbe stata la sua importanza nella "vita" della matematica e senza realizzare il suo sogno. Infine Galois, famoso anche per il suo "mitologico" sovversivismo, morì a soli vent'anni in duello. Assieme ad Abel (sventuratamente contemporanei) fondarono le basi dell'algebra moderna...il risultato: giudicati incomprensibili. I suoi lavori furono scartati da quasi tutti i famosi matematici del tempo, a mo' di farneticazioni. Solo più tardi, dopo la sua "premeditata" morte, si vide ciò che la genialità aveva cercato invano di mostrare. Solo tre esempi di "non giustizia" simili a tanti altri, purtroppo, che mi hanno permesso di intristirmi, di arrabbiarmi, di vedere tutto non da egocentrico. Manca solo un saluto a Turing la cui "fine", fornita da una mela avvelenata come in una fiaba, è troppo "romantica" e triste per esser discussa con lucidità, almeno per ora.
Ah, dovrei anche studiare...dovrei. A volte tutto sembra perder il proprio significato; mi barcameno fra il credere ed il non credere senza saper scegliere e giungendo alla conclusione che cercherò sempre di fare ciò che mi piace e che mi fa star bene ma non al di là dei sogni e non al di là delle contingenze materiali, al limite direi...sull'orlo del precipizio. Libertà vincolata, quindi, ma nel più ampio raggio possibile. Il mio futuro è più incerto che mai, mentre il sole continuerà come sempre a splender alto su di noi.
Riflessione del giorno : Quando inizi a far le cose meglio dei tuoi genitori e ti ritrovi a rimproverarli per come le han fatte male...be', allora si è giunti al giro di boa. |
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