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    August 29

    Das Experiment 2 - die Rückwirkungen.

    "La terra ti suscita vibrazioni nel cuore: sei tu.
      E se la gente sa che sai suonare,
      suonare ti tocca, per tutta la vita."
     
    Ancora alcune parole riecheggiano nella mia cavernosa testa: importante, perfezione... Non riesco a tralasciarle (ma d'altronde non è proprio questo quel che volevo?) e mi sovvengono strani pensieri.
    L'evento, inoltre, che mi ha portato a scriverne è arrivato stamani mentre ero ancora involto in un sonno leggero: lei stava sposandosi ma non era lei: prima era una mia compagna di classe, poi arrivò la Circe. Bionda, bella più che mai, non da sposa vestita. Ci siamo abbracciati e piangendo, stra-piangendo, lei mi dice: "Gioventù: io la lascio a te, non abbandonarla". Ecco, qui ,bagnato dalle lacrime ho sentito come una voce che diceva "Tu sei l'impottante!"...e mi son svegliato. Una compagna che compagna non è, una sposa che sposa non è, un pianto che pianto non è: un sogno che sogno non è?
    Fatto sta che mi son svegliato con un magone ed un groppo in gola che non mi hanno finora permesso di pensare ad altro. Sì, nel sogno ho pensato "Che bello, così sono importante". Perché questo mio bisogno di sentirmi importante? La risposta, data a bruciapelo (anzi a Tizianapelo), è stata "perché non lo sono" che è vera ma non spiega comunque tale voglia. Però le spiegazioni arrivano in seguito...La missione della vita è lasciare un ricordo, essere ricordati. Il fallimento: l'oblio. Quindi essere importante, essere perfettino, è un modo per esser ricordati, per esser osservati (ognuno si adopra con i mezzi che può) e quindi per superare l'inutilità. La mia paura per la morte si radica quindi ancora più profondamente ed addirittura pretende che simbolicamente si lascino dei segnali per capire che si è vivi. Forse ho paura di essere già morto.
    Cos'è la perfezione? Forse la perfezione è piacersi. Chi si piace pensa di aver fatto sempre il meglio e quindi allontana i rimpianti. Forse la perfezione è ammettere e conoscere i propri limiti e sapersi accontentare. Forse la perfezione è piacersi limitatamente e limitarsi piacevolmente. Allora non si avrà paura di far la cosa sbagliata: si farà lapalissianamente la cosa che si potrà fare, nè più nè meno.
    Anche a me piace la simmetria.
    "E quando il passato chiama?". Chi é? Chi ha parlato? Chi ha detto che il passato chiama? Che voce strana. Forse voleva dire che a volte il passato pretende egemonia. Be', sì, ma che c'entra con la perfezione? O con la morte? Ahhhh, forse la perfezione è anche saper ricordare il proprio passato, ascoltarlo, imparando e magari rivivendolo. Ma il passato è anche angoscia, non per i rimpianti ma soprattutto perché ci ricorda che non abbiam fatto granché per essere ricordati e perché più è cospicuo più segna l'avvicendarsi della fine dei giochi.
    Credo che spesso si creda nella diceria che un difetto sia essenziale per esser considerati perfetti. No, penso sia un po' un palliativo, un placebo, per chi vuol credersi perfetto e sa di aver dei difetti. Quindi si modificano le definizioni a proprio vantaggio. La perfezione non ammette difetti, per questo non esiste. Il cercar di raggiungerla può avere diversi significati: per me è sfuggire alla morte, dare un senso alla propria vita. Sinonimo di Illuminazione, di purezza, di furberia, di bellezza: io credo che tutti inseguano la perfezione, ovviamente intendendola per quel che credono sia la qualità migliore: il distacco, la bontà, l'ingegno, il corpo. E così esistono tante perfezioni...ed ora mi sento ancora più abbattuto: quale seguire? Mah, ed inoltre a quanto pare i miei tentativi non sono stati molto felici: ho sempre mostrato di non essere perfetto cercando di sembrarlo. L'unica cosa che mi hanno riconosciuto è la pro-socialità, questo mostro immondo che mi domina e che perlopiù uso come corazza per proteggere i miei labili equilibrii. Principio di indeterminazione di Luchenberg: non si può mai conoscere l'esatto stato d'animo di una persona e contemporaneamente esserle accanto. Così siamo destinati o a comprenderci in lontananza o a starci vicini senza sapere però di cosa realmente si stia bruciando.
    Siamo ciò che vedono gli altri? Anche, indubbiamente; ma non solo, indubbiamente... Forse.
    "Cosa vuoi essere da grande?". Un uomo vivo.
     
    "Finii con le stesse terre,
      finii con un violino spaccato -
      e un ridere rauco e ricordi,
      e nemmeno un rimpianto."
    ("Il suonatore Jones"-"Antologia di Spoon River",E.L.Masters)
    August 25

    Das Experiment.

    E' sempre bene che un nostro desiderio si avveri?
    Fatto sta che ci siam ritrovati nel bel mezzo dell'esperimento. E non è stato facile anche se interessante. Non ho superato la prova, ho sbagliato: non son riuscito a comportarmi come avrei voluto. Son troppo "sanguigno".
    E' iniziato per gioco, poi ognuno è riuscito a diventare la "black box" di sè stesso e per fuoriuscirvi si son tirati fuori denti ed unghie. La cosa difficile non è stata quella di sentirsi decantare pregi e difetti, no, ma quella di capire se quei pregi e difetti fossero "reali", o solo visibili, o magari immaginari (causati dalle lenti deformanti dei nostri pregiudizi). Questo mi ha messo in crisi. La prima fase ha mantenuto la fase ludica, con simpatia e senza esagerazioni. I commenti a seguire sono stati la scintilla che ha acceso la fiamma. Alcuni risentimenti espressi hanno provocato un'onda sulla cresta della quale altri risentimenti hanno preso a viaggiare...ed il vento cresceva. "La normalità è dovuta all'esistenza di una sottilissima membrana che separa l'assurda realtà dalla razionale fantasia", questo l'ho sempre creduto ma ora ho dei risultati che permettono di estendere questo concetto. La capacità di ragionare, serenamente, è in bilico fra enormi iceberg che a volte nemmeno immaginiamo di possedere, nel nostro mar glaciale. Così domande alle quali solitamente si darebbero risposte variegate e ragionate, concrete, hanno avuto invece risposte secche, precise, ideali. Vi sono state anche delle contraddizioni, espressioni di dubbi perfino sulle più sacrosante convinzioni. Sono queste le "vere" risposte? Ne dubito tutt'ora...non perché le creda false, questo no: sono vere!, ma soprattutto perché non ho ancora capito. Trovandomi in balìa di me stesso ho semplificato tutto all'essenziale, tremebondamente essenziale, senza rendermene conto ed ho dato delle risposte. E' questo il subconscio? <<Piacere sono il tuo "io" nascosto, tu non lo sai ma io so tutto di te ed ho sempre ragione mentre tu sai veramente poco e credi d'esser il comandante. Povero sciocchino!>>: ecco cosa mi diceva. "Gnoti seauton".
    Ma tutto ciò non ha lasciato nè morti nè feriti. Mi son messo in ridicolo ma sono più che abituato a quel senso di ridicolaggine che mi sento spalmato addosso qualunque cosa io faccia. Uno più, uno meno...che differenza fa? Ma ho avuto interessanti spunti su cui proseguire a riflettere. Spero solo si sia stati profondamente sinceri, cosa della quale un po' dubito: chi è mai PROFONDAMENTE sincero? Mah, pensiamoci su...di notte specialmente.
    Ed ora la nota faceta della giornata: da quanto tempo non provavo "nostalgia del futuro"? Da quanto tempo non mi sentivo così "piccolo"? E', come sempre, lo stesso strano dolore. E' MARAVIGLIOOOSO poter non dimenticare le cose importanti della propria vita, la propria essenza, quando le si rivive. Per fortuna non è come se fosse per la prima volta e così un sorriso, mesto e carico di comprensione benigna, si dipinge sul volto e si china la testa, la si scuote, e si va avanti come se ci si fosse lasciati alle spalle un soffio di scirocco carico di sabbia...sapendo che si è trattato d'un turbamento temporaneo e che ne verrano altri e che non è nient'altro che una misera, povera, sciocca illusione (come tutto, del resto).
     
    Ah, sullo sfondo c'era Catania, sonnecchiosa e ridente, a sfotterci con la sua brulicante vitalità.
    "Signoriiiiina, se la suca una cozzola?"
    August 19

    Cosa sono?

    Eh sì, dopo il "chi sono?" è arrivato pure questo. Cosa sono?
    Domanda alla quale che risposta potevo dare se non un cambiar il discorso? Non lo so, cosa sono, e questo a volte mi rattrista, a volte mi fa rabbia, a volte...ma oggi è stata una giornata contraddittoria, sapete?
    Sì, no, ma ora direi che è ovvio, invece è proprio negativo. Certo, assolutamente (no), si vede, sembra ("io non immagino, io vedo.")...Non lo so. Però gradevole, l'immersione nella vita. Ci si sente bene, forse perché stanchi. Ancora continuo a non sapere cosa mai dovrò essere (ma se non so nemmeno cosa sono!!!) ed ogni volta è un ricominciar dal punto iniziale, indietro, lontano, stessi palpiti (noooo, non ci sono più le pietre di una vooolta) stessi problemi, stesse speranze e stesse illusioni con conseguenti disillusioni. Dio mio, quanto sono banale! Quel che canto o quel che dico è quel che penso, mica è detto sia sempre giusto. Spesso mi si affibiano delle responsabilità che ingenuamente neanche penso di avere. Fra me-tri ciuento svol-ta stret-ta a si-ni-stra e poi a si-ni-stra.
    Sì, sì, il vicolo stretto. La cosa che più mi fa pensare? Che abbiamo adottato un ripiego che io nemmeno mi sognavo come intrattenimento principale. Ma è questo il bello della diretta, no? A volte vorrei gli altri fossero trasparenti, per capire, per non dubitare. All'evidenza ci si arrende, ci si deve arrendere. Si vede: mah, non è più un mio problema. Ah, sì o no? Perché? Uno sguardo fugace non riempie più (sì, sì che lo fa! Munzignaru!) di speranza il mio animo. Be', forse lo fa (no, no che non lo fa! Munzignaru!). Sono confuso e voglio esprimere questa mia confusione come meglio posso: scrivendo la confusionaria verità. Io mi innamoro ancora! Mi innamoro di una canzone, mi innamoro di un'occhiata, m'innamoro di una mano. Ma non posso (voglio) ammetterlo più. M'innamoro solo di situazioni? Verde coniglio dalle miiilleee facceeee buuuffeeeee! Cosa sono? Uno spettro? Un uomo? E quando sono nato? Il 31.12.83, ovvio! e la cornice che avevo immaginato, l'ho lì davanti con la brezza che m'asciuga e mi vien voglia di piangere, perché sono triste, perché tutto ciò è troppo allegro per essere allegro e quindi risalta in tutta la sua malinconia. Teste di mori, teste di minchia, teste di "me-tope" e mazzarò. E scale. Ho davvero voglia di piangere. Chi mi disse aveva bisogno di un abbraccio? Il vento? L'aveva sentito da me?
    Vorrei mi dicessero che mi vedono antipatico, che mi vedono stupido, che mi vedono rompicoglioni. Vorrei me lo dicessero, per evitare. Non mi offenderei...sale bianco brucerei. E' finita, la tensione che dovevo sfogare è finita. Io mi sfogo così, raccontando bugie. Vorrei ancora un giorno come oggi? Croce e delizia. Non so più cosa valga la pena desiderare (e che differenza fa?). Io non mi piaccio...e direi a quelli che credono che io mi piaccia: "poooveri, non avete capito nulla!" (non direi proprio questo, ma non posso scrivere quello che direi, ora sono calmo). AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!
    Ciao, five.
     
    "E morì come tutti si muore, come tutti, cambiando colore..."
     
    P.S. A volte ritornano? Casuale, raffazzonato, apparentemente stentato: è lui.
            Fozza manciamu! Chi manciati 'amu a essiri!
      
    August 15

    Cosa fatta capo ha.

    Sono qui, fremente, a veder giungere dalla rossastra nube (che oscura il vasto orizzonte) forme mostruose, alate. Sembra non debbano finir più, questi figli immondi di quell'immondo grembo sempre gravido, e siamo stanchi. Ogni sentimento è portato all'eccesso: gioia spasmodica nell'annientare uno degli abissali, tristezza desolante nel constatare nuovi arrivi. Siamo circondati. Il capretto cade a terra, colpito. Woldedge cade a terra. Nalvelok cade a terra. Narseval viene dissolto. Ma cosa sta accadendo? E' difficile. E poi ci si mettono anche quei bestioni, laggiù! Rivogliono il loro mondo e son disposti a tutto per riconquistarlo. L'unico pensiero che esprimo a voce alta e con un po' di malinconia è : "Va bene, ma venderemo cara la pelle!". Così mi fingo un astuto stratega e cerco di proteggere non solo me stesso ma anche quella che ora è tornata ad essere la mia dimora, l'arcipelago. Torri atterrate, circoli magici spezzati, mura profanate, alabardieri sgominati: la capitolazione è vicina. Con le ultime risorse e gli ultimi sprazzi di ottimismo decidiamo di dirigere gli attacchi più potenti verso quegli enormi scherzi della natura (no, quello non può esser frutto di natura!) che sembrano essere indistruttibili. Finalmente dopo l'ennesimo attacco dell'ormai ferito Rurthisit, il più potente, anche l'ultimo dei gorilloni viene sconfitto. "Quando l'ultimo nalfshni cade l'orda demoniaca è in rotta, la nube si ritira e potete finalmente respirare, sollevati". Ce l'abbiamo fatta!!!
    Matri! Sembra "...e poi non rimase nessuno", che scempio...e che CULO ad esser rimasti in vita! Aspè che cerco su "internètt"...nalfshni...non c'è, u sapeva! Taliiiè, un suggerimento google: nalfeshnee. Viremu...
    O_o O_O o_O 
    "In the Dungeons & Dragons fantasy roleplaying game, the nalfeshnee is a one of the most powerful types of demon. In first edition Advanced Dungeons & Dragons, nalfeshnees were known as type IV demons. From second edition AD&D, the name "type IV demon" was revised to "nalfeshnee", taking the name of the greatest individual of their rank as the name for the entire breed. Nalfeshnees are enormous demons that judge new souls arriving on the Abyss. This creature blends the appearance of an ape and a boar, with a pair of ridiculously small wings on its back".
    OH MIO DIO! Ma guarda qua!!! "DISSOLVERE SUPERIORE, EVOCARE DEMONI, 12-17 DV (enorme); 18-33 DV (Mastodontico), immunità al veleno e all’elettricità, resistenza al fuoco, al freddo, e all’acido 20, telepatia, conoscere l’allineamento, vedere l’invisibilità".
    Va bene, ora lo so. Sono vivo per miracolo. Ecco perché LUI c'è rimasto così male!!! Stavolta s'era veramente impegnato, per uccidermi :p comunque, anche questo capitolo è chiuso...ora un po' di meritato riposo.
     
    Ieri sera ho visto "ragione e sentimento"; "sense and sensibility" rende meglio, con il gioco di parole, l'affannarsi al femminile per trovar equilibrio. Mi è balzato in mente "Narciso e Boccadoro": qui è al maschile che si cerca l'equilibrio. Sì, le storie profondamente diverse parlano della stessa cosa mostrando due diverse verità...che, è vero, non sta mai in un sol libro :P  "Oh, amare è molto bello ma non possiamo sempre sperare che il cuore ci conduca nella direzione più opportuna". E' vero, non ci conduce sempre nella direzione più opportuna...anzi, sembra divertirsi a divergere...ma d'altronde che "divertimento" ci sarebbe altrimenti? ^_^
    ...non c'è che gelo...e fuochi fatui, per dar fosforo all'aria.
     
    "Coltiviamo per tutti un rancore che ha l'odore del sangue rappreso,
     ciò che allora chiamammo dolore è soltanto un discorso sospeso."
    ("Ballata degli impiccati",F. De Andrè)
    August 12

    "E' una sera molto strana".

    ...è quello che ho pensato ieri mattina,svegliandomi. "E' una sera molto strana".
    E "cominciamo bene!", ho aggiunto. Ho così trascorso tutta la mattinata a smaniàre su come sarebbe stata la mia serata, affidando al fato ogni gioco e giogo. Intanto ho riletto il blog: non lo faccio quasi mai ma alla domanda postami dal buon Andrea, al quale sfugge ben poco, "hai già pensato a chi morirà nelle prossime?" la curiosità m'ha sopraffatto. Eh sì, sembra quasi io parli solo di morti o di "cose che terminano" o che vengono distrutte. Sembra? No, è proprio così. Ma c'è qualcosa di più importante di cui parlare? Questa è stata la prima spontanea obiezione. Se c'è io ancora non l'ho trovata. "The end is in the beginning": eliotiana memoria che c'insegna perfettamente come gl'inizi siano lapalissianamente essenziali ma la provocazione penso stia nel fatto di poter utilizzare l'abelianità dei concetti di fine ed inizio per dire che anche "l'inizio è insito nella fine". Due elementi definiti l'uno per contrapposizione dell'altro, per estensione, non possono esser separati senza commettere un delitto. Quindi osservo che essendo gl'inizi lontani, spesso poco apprezzabili, a volte fugaci ed inattesi è senz'altro meglio concentrarsi sulle "fini". Una scelta come un'altra, opinabile e per questo inoppugnabile. Ma torniamo alla sera, quella strana, anzi ancora alla mattinata.
    Broom, vroom. Tic tic tic. "mosche"-"Non l'ho sentito nominare". Broom, vroom. "ecco"-"Ci vediamo più tardi". Broom, vroom. Tic tic tic. "mosche"-"finito, ordinato". Flush, splash. "solo insalata". Ciuf ciuuuf. Acciderbolina! Mancu a matinata babbìa, la stranezza promette bene. "mosche"-"golding". Per fortuna poi tutto si è dato una regolata...a parte le gambe che andavano per inerzia, la testa che andava per inerzia e "Taliiieeeeeeeeè! U poaaaiccu è fiiiiinu!". Contento, posso dire di non esser rimasto deluso da ciò che ero. Ancora una volta le parole di Tancredi acquistano vigore.
    E la luna? Massimo e spose e vicoli, a scalunata e vicoli, poi vicoli e vicoli e fiumiciattoli e scalunata. "Palieeeeeetta, viri ca poi ti piaaaaaci!" e vicoli e massimo. Come si dice? Ah, 'nchiummari? Parlare ed esprimere sè stessi è necessario per farsi conoscere. Farsi conoscere è necessario per conoscersi. Conoscersi è necessario per parlare ed esprimere sè stessi. Dunque è inevitabile sbagliare, ci vorrebbe più comprensione...ma siamo animali che chi ultimo sbrana corre il rischio di esser prima sbranato. Ma si può semplicemente dire no. Si può semplicemente iniziare a viver soli e secondo le proprie regole indifferenti al fatto che altri non capiscano o non vogliano capire. Andare oltre. Voglio solo semplicità, la cosa più difficile da trovarsi. "Take it eaaaaaaaaaaaaaasy!"-"un frenu a discu 'nte cugghiuna!". Quanto avrò mai potuto ridere?! Una bella esperienza abbondantemente letteraria. "Di' soltanto una parola ed io sarò salvato".
    Una sera piacevolmente molto strana.
     
    "E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
    sereni, infinito, immortale,
    oh! d'un pianto di stelle lo inondi
    quest'atomo opaco del Male!"
    August 08

    Gli amori muoiono ad agosto.

    Che dire, sembra quasi un teorema del quale manca solo la dimostrazione e del quale non si è mai trovato alcun controesempio. Forse è soltanto un'impressione, forse è perché ad agosto tutto ci sembra giovane, splendido ed immortale che una morte proprio non ci sta! Salta subito agli occhi. Forse perché ad agosto si consuma più "quantità" vita, o più "intensità". Forse è semplicemente vero.
    Cosa ho perso ad agosto? A memoria di luca, anche se non ci sarà mai una "notte dei tempi", ho perso un'abitudine, ho perso la verginità, ho perso i quattro, ho perso paperino...che passa con la pipa in bocca (guai a chi la tocca!), ho perso i cinque, ho perso le lune, ho perso il posto delle fragole, ho perso le sinestesie, ho perso una complice, ho perso me stesso. Dieci anni di perdite, scanditi da perdite...ad agosto.
    Ma qualcuno potrebbe obiettare che ogni mese perdiamo qualcosa (le donzelle non se ne abbiano a male per quella che sembrerebbe una provocazione - come disse un mio amico: "Non mi fido di una cosa che sanguina per cinque giorni senza morire!") e forse è vero, ma d'agosto fa rabbia, d'agosto si ricorda (e poi è ciò che ricordiamo). "Ninetta mia, crepare di maggio ci vuole tanto, troppo coraggio. Ninetta bella, dritto all'inferno avrei preferito andarci d'inverno.", che aggiungere?
    E cosa ho scoperto, ieri, mentre mi recavo a combattere demoni dall'alto della mia torre? Che mi hanno abbattutto il "container", quello dove ho trascorso giorni significativi della mia esistenza, giorni che rimarranno sempre indelebili nella mia memoria...Perché tutto deve morire d'agosto? Tutto deve cambiare ad agosto?
    Luca-"No, luca, l'hai detto tu stesso che non è vero che tutto muore ad agosto..."
    luca- "Ma come no? E gli esempi che ho portato?"
    Luca- "Ma l'hai detto tu stesso che forse è perché sono quelli che ricordiamo con più facilità."
    luca- "E se fosse perché sono i più importanti?"
    Luca- "Mah! Cu tia non ci si po' parrari! Vo' sempri arraggiuni tu!"
    luca- "Cettu, picchì cu ttia! Mi dici chi vogghiu sempri raggiuni picchì a vulissi tu!"
    Luca- "Va bene, finiamola. Solo che non puoi dire che muore tutto ad agosto! E' un'assurdità, poco reale, poco credibile, poco scientifica!"
    luca- "Perché? La "morte" è scientifica? Quando il cuore ti si spezza, quando provi quell'angoscia da non poter respirare solo per un evento, solo per un'idea...quella è scienza? Oppure è sentimento, irrazionalità?"
    Luca- "..."
    luca- "E se è irrazionalità, perché vuoi rinchiuderla in leggi che sono razionali? E statti mutu."
    Luca- ":) lo sai che ho ragione."
    luca- "Sì. lo so :( ma tu sai cosa provo."
    Luca- "Sì, lo so. Abbiamo ragione entrambi."
    luca- "(ma io di più!)"
    Luca-"O_o Chiustu 'nto iri e veniri mi farà moriri."
    Be', come vedete non è che sia riuscito a trovare un vero e proprio accordo: si scende a compromessi, quando si capisce di non poter aver appieno ragione. Forse vorrei far un viaggio in Africa. Dedicato a chi ha fatto un viaggio in Africa.
    Sono tornato nella mia stanza, sento di nuovo i rumori provenienti dalla strada. Ho finito di scrivere.
     
    "Ogni astro, ogni tempo rinasce alle scadenze, agli effimeri, ai perenti si negano i ritorni, siamo figli del Crudele, pazienza."
    ("Nottetempo, casa per casa",V.Consolo)
      
    August 03

    Cronaca di una morte annunciata...sul bordo d'un marciapiede.

    Occhi vitrei, movimenti automatici, cadenzati. La sua partita personale con la morte, forse non a scacchi...forse con qualche gioco più semplice, di quelli che conosceva lei. Sono lì, a giocare. "La morte orribile, la morte atroce; le urla del nulla son la sua voce", e col nulla lei boccheggiava, di nulla, per nulla. E muoveva, per abitudine le gambe...gambe che potrà solo per abitudine pensare ancora di avere, se di pensiero potrà trattarsi. Attimo consumatosi in una giornata assolata, calda, estiva, in un tripudio d'acqua limpida e frizzante. Ma lei non sentiva e vedeva più alcunché. Il ragazzo bruno, accanto, le porgeva acqua e lei, bianca, continuava ad alzar la borsa della spesa...e a muovere le gambe, cavità rosse e d'avorio penzolanti come se fossero state costruite a quell'unico scopo. E lei, immersa in un fiume strabordante, fatta di pelle ormai giallognola, sciolta, che non riusciva più a contenere la farcitura...lei, una marionetta che immaginava ancora di tornar a casa affrontando la curva immersa nel sole du vadduni posta, poi a cchianata ri terreforti, pronta alla faticata finale che l'avrebbe portata a sudare ma di certo non le avrebbe impedito di far la stessa cosa il giorno dopo...come ormai da decenni. Lei rimaneva lì, ferma, suo malgrado. Be', dobbiamo pur arrenderci all'idea che qualcosa può sempre impedirci di far il giorno dopo ciò che siamo abituati a fare. Passiamo la vita ad evitare questo pensiero, a nasconderlo negli abissi della nostra mente, ma è così...naturale...
    La vedrò ancora camminare, gesticolare, farfugliare..la vedrò come ogni buon fantasma che si rispetti, come parte del nostro passato. Magari la vedrò pure passare dal bar Jolly, unni don Vitu, a pigghiarisi 'na gazzusa chi tantu poi a pajava n'autra vota...Spero solo di non sognare la mia passeggiata in macchina di stamattina.
    Ed un pensiero mi passa per la testa: "io oggi mangerò". Due fiori per lei.
     
    "Lacrymosa dies illa,
    qua resurget ex favilla,
    judicandus homos reus.
    Huic ergo parce Deus.
    Pie Jesu Domine,
    dona eis requiem. Amen."