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September 27 "Impressioni di settembre".AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH
HHHH! Che respiro di sollievo! E l'anziano signore, seduto quasi come se fosse soltanto adagiato sulla poltrona, continuava a sgranare il suo rosario: ma quando aveva iniziato? Sì, l'aveva tirato fuori, l'aveva baciato, per tre volte baciato, per tre volte guardato, ma poi l'aveva racchiuso fra i pugni. Ma ora adagio lamentava quel che di dovere e sgranava...leggero, non curante del tempo che l'aveva tanto segnato e che ora sembrava non aver più alcun potere su di lui. Una forza immane in una figura tanto inattesa. Un'evocazione! Ecco, un'evocazione! Forse il frutto di una notte trascorsa a ricordare paper-abat-jour -arancioni..a perdersi in sè stessi. Più si ricorda e più si ricorda di ricordare...e più si ricorda! E poi i ricordi prendono la forma tangibile di un anziano signore, seduto quasi come se fosse soltanto adagiato sulla poltrona...
"Un cuore muore di morte lenta, perdendo ogni speranza come foglie, finché un giorno non ce ne sono più, nessuna speranza, non rimane nulla." ("Memorie di una geisha") Ma è vero? L'impulso è quello di crederlo ma a volte...a volte...
Un cuore muore, ovviamente, in molti sensi ed è vero che perdendo e perdendo un giorno potrebbe rimanere sprovvisto delle sue foglie ma conosciamo il vero potenziale di un cuore (ossia la cardinalità dell'insieme delle sue foglie)? E' finito? E' infinito? E s'è finito quanto è grande? E s'è infinito quanto è grande? Io so solo che di notte ci si sveglia ancora, dopo che il mondo è cambiato, dopo che tutto è cambiato, dopo che ciò che è cambiato sembrava non dover più cambiare (e indovinate? Cambia anche ciò che è cambiato!)...ci si sveglia con l'immagine di una stanza assolata, gialla, accogliente...e ci si ritrova abbracciati alla terra (e l'aria? E l'acqua?). Certo, la forte coscienza della necessità del divenire dovrebbe lenire questo ed altri "dolori" (come sono strani) e permetterci di andare avanti e si va avanti (come ho molte volte ribadito) ma a quanto vedo capita di voltarsi a guardar indietro, istintivamente, senza colpa, senza premeditazione e cosa si vede? Euridice? No, lei non c'era già più...era già stata trascinata via...e invece c'è Euridice! E' lei...che per la seconda volta viene trascinata via, come in uno strano déjà vu impazzito. Si smette d'amare? Ovviamente la risposta è semplice: a volte sì, a volte no. E non dipende dall'intensità o da quanto si è stati bene..dipende da cosa non si sa :) A volte si smette, a volte no. Basta saperlo ed esser pronti a fronteggiar l'assurdo.
Colpe, gioie, dolori, meriti...ad ogni livello vengono ridefiniti tutti i parametri. Non esistono concetti che possano trascendere dall'ecosistema nel quale sono nati. Dovremmo cercare di immergerci, prima di parlare.
Dedico questi miei pensieri ai miei pensieri (che mi fanno compagnia).
"Cerchio che chiude, cerchio che apre
Cerchio che stringe, cerchio che spinge Cerchio che abbraccia e poi ti scaccia" ("Il ballo di San Vito"-V.Capossela) P.s. Saluto chi non conosco bene ma si "assuppa" ugualmente stralci del blog e chi dice che sono pazzo SOLO per aver letto ciò che scrivo (avete presente gli iceberg? ...). September 13 "E guardo il mondo da un oblò, mi annoio un po'.""Fortunatissimo per verità!
Bravo! La la la la la la la LA! Fortunatissimo per verità! Fortunatissimo per verità! La la la la, la la la la, la la la la la la la LA!" ("Largo al factotum"-"Il barbiere di Siviglia",G.Rossini) Oggi, primo dei tre giorni di riposo (auto-impostomi), arriva la "sorpresa" della conserva di pomodoro, insomma...s'aveva a ffari a sarsa! Non vi dico che sfacelo!
"Vai subito in cantina. Lava bene la cantina, poi il bucato stira e piega la cantina fino a sera. Togli tutta la cantina...su-ul fuoco. La cenere, la pentola, la centola, la penere. Cenere-e-entola. Cenerentola il nome tuo saràààà. Sa-arààà. Sa-arà!"
Ecco come mi sono sentito! Povero me. Per fortuna fra ustioni varie, insolazioni, collere ed affumicamenti sono rimasto in vita, dormiente e senza alcuna capacità logica ma in vita. Però, tutto sommato, mi ci voleva questa "variazione Goldbach": ieri infatti grande giornata di nichilismo (che doveva assolutamente essere annientato). Voglia di tenermi basso, perché il volare alto spesso porta conseguenze nefaste. E sto male.
Non solo credo sempre che gli "altri" siano formati esclusivamente dalla loro parte migliore ma anche mi pensano "presuntuoso" quando ribadisco la mia postuma delusione. Purtroppo io non amo le mezze misure, quannu siccu e quannu saccu si dice, e dunque è giusto che indisponga persone più equilibrate di me (non ci vuole molto ad esserlo!) con i miei "saliscendi". Ma sì...per fortuna adesso ho poco tempo e poca voglia di occuparmene: rimanderò a più tranquilli giorni il problema.
A volte credo che noi si faccia ciò che hanno fatto...così, solo per provare cosa si provi o a volte perché lo si crede nell'ordine naturale delle cose. Spesso non pensiamo.
Chissà dove sarò, perché e cosa farò...domani...
Ora basta.
P.s. Ho detto basta!
September 07 Voglia di pioggia.Svegliarsi nel cuor d'una notte d'agosto o, meglio, esser svegliati nel cuor d'una notte d'agosto da un fragoroso scroscio d'acqua è una sensazione sublime...soprattutto quando si ha voglia di pioggia.
E' la minima costante per cui accade che tutto riprenda a scorrere come aveva già fatto, è l'unità di misura che ci induce a capire di cosa realmente si abbia bisogno, è la periodicità...tanto cara a chi vive anche di "passato". Mi piace attendere quelle serate ventose, quasi fredde, gocciolose, nelle quali l'ombra sembra essere dotata della proprietà caratteristica dei gas per la quale tende ad espandersi in modo da occupare tutto lo spazio a sua disposizione. Durante quelle serate passeggiare, ben coperto, sul lungomare ormai quasi deserto ed in via di completo abbandono è una soddisfazione che pochi re potranno provare. L'ululare del vento, il guaire del mare, lo starnazzare degli ultimi avventori: tutto assume sembianze selvagge, naturali e ci si ritrova soli e dinanzi a sè stessi...e si cammina come se niente fosse, affrontando il successivo fosso allungando un po' il passo, come ci hanno insegnato da piccoli, per non cadere. In mezzo al gelo, all'apparente solitudine, allo sconforto delle palme battute dal vento salsedinoso mi ritrovo incandescente, avvolto, protetto da qualcosa che non riesco bene a riconoscere. E dormirei, tornato a casa, per intere decadi...crollando in un letargo nell'autunno della vita.
Che sia il tempo ciò che mi riscalda? Il tempo che fugge, giocando ad attorcigliarsi col vento che scompigliava in modo drastico i miei capelli, il tempo che garantisce che ogni cosa giunge ad una fine. Così se è vero che le gioie son destinate a morire per mano umana è anche vero che morrebbero comunque per mano di ciò che tutto muta. E' un conforto che tutto cambi. E vi confesso che quest'ultima frase è suonata strana perfino a me, dopo averla riletta; che fine avrà fatto la mia abitudinarietà? Sto imparando ad amare il tempo? (C'è chi dice che se non puoi batterli devi farteli amici...)
Il cianciòlo astrale, il mostro marino, il pisellone, il popone, l'heineken sanfrariddana: son le cose più semplici che più rimangono impresse e che riesumate strappano un sorriso dolce e sereno. Forse il sorriso nasce dal ricordare cosa si era e come si viveva, cosa si pensava...o cosa si sognava. Ma si continua a camminare, sempre più attenti a non cadere.
E' un'esplosione quella che sto cercado di ignorare, un'esplosione calda ed irruenta, un'esplosione che lascerà soltanto, dopo, una semplice e familiare voglia di pioggia.
"Spente tutte le luci, tramontata la luna, con la pioggia che batteva leggera sul tetto, cominciò un diluvio di tenebra immensa." ("Al faro",V.Woolf)
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